Nepal, 2015: solidarietà e speranza dopo il terremoto
Un Paese piegato dal sisma
Il 25 aprile 2015 il Nepal è stato colpito da un violento terremoto di magnitudo 7,8. L’epicentro, localizzato nella regione di Gorkha a nord-ovest di Kathmandu, ha generato devastazione in un’area vastissima. Oltre 8.900 persone hanno perso la vita e più di 22.000 sono rimaste ferite. Le abitazioni crollate o gravemente lesionate sono state circa 700.000, lasciando centinaia di migliaia di famiglie senza riparo.
Le province montuose, già difficili da raggiungere in condizioni normali, sono rimaste isolate. Frane e smottamenti hanno aggravato la situazione, rendendo gli interventi di soccorso una sfida logistica enorme. In questo contesto drammatico, ogni aiuto è diventato un segno concreto di speranza.
La risposta immediata delle FMA
Le Figlie di Maria Ausiliatrice, presenti con le loro comunità in Nepal, hanno affrontato fin da subito le conseguenze del sisma. La casa delle suore e l’internato delle giovani allieve hanno riportato gravi danni strutturali: fessurazioni nei muri e insicurezza per la futura abitabilità. Per questo, religiose, ragazze e bambine hanno trovato rifugio sotto tende di fortuna, vivendo all’aperto per giorni interi.
Nonostante le palesi difficoltà, la comunità non si è chiusa nel dolore. In stretta collaborazione con Caritas e con il coordinamento dell’Ispettoria di Calcutta e dell’Economato generale di Roma, Missione Giovani FMA si è attivata subito per fornire supporto immediato alle FMA che hanno avviato un’azione di sostegno rivolta soprattutto ai villaggi più remoti e alle comunità più isolate.
Aiuti nei villaggi dimenticati
Dall’alba fino a notte inoltrata, le suore salesiane hanno raggiunto non senza fatica le località interne dei distretti di Kavre e Ramechhap, tra le zone più colpite. Qui molte famiglie, già poverissime, avevano perso tutto quel poco che possedevano.
Nei villaggi situati in alta quota, come Chisapani, a circa 80 km da Kathmandu, è stato vitale essere riusciti a distribuire generi alimentari e beni di prima necessità: oltre 450 famiglie le cui abitazioni risultavano completamente distrutte hanno ricevuto aiuto dalle Figlie di Maria Ausiliatrice. Per molte persone era il primo aiuto ricevuto, dopo giorni di attesa e paura ed è stato un aiuto essenziale.
Giovani alla ricerca dei propri cari
Particolarmente toccante è stato l’impegno delle ragazze ospiti delle comunità FMA, che hanno cercato di mettersi in contatto con le loro famiglie. Per molte di loro la speranza di riabbracciare i propri cari è stata un motore di forza e resilienza. La rete di solidarietà ha permesso non solo di fornire beni materiali, ma anche di mantenere vivo il legame affettivo e il senso di appartenenza, elementi vitali in un momento di smarrimento collettivo.
Una solidarietà che non conosce stanchezza
Le giornate delle suore e dei volontari sono state scandite da viaggi continui, con la volontà di raggiungere il maggior numero possibile di persone. Nonostante la fatica, la priorità era una sola: far sentire la vicinanza e non lasciare nessuno da solo.
Il sostegno internazionale, arrivato anche grazie ai contributi inviati tramite Missione Giovani FMA, ha reso possibile l’acquisto e la distribuzione degli aiuti. Ogni gesto di generosità si è trasformato in un atto concreto di ricostruzione e di speranza.
Dalla tragedia alla ricostruzione
Nei mesi successivi il governo nepalese e le organizzazioni locali e internazionali hanno promosso programmi di ricostruzione. Oltre a fornire contributi economici per le abitazioni, si è cercato di incoraggiare la costruzione di case più sicure, capaci di resistere a future scosse.
Le FMA hanno continuato a essere accanto alle famiglie, soprattutto a quelle più vulnerabili: donne, bambini e giovani. L’educazione, l’accompagnamento e il sostegno materiale si sono intrecciati in un percorso di rinascita comunitaria, dove dignità e speranza sono tornate a fiorire nonostante le ferite ancora aperte.
Nepal, una memoria che chiede impegno
Il terremoto del 2015 rimane una ferita profonda nella storia del Nepal. Allo stesso tempo, rappresenta una testimonianza potente di come la solidarietà sappia attraversare le frontiere.
Missione Giovani FMA, insieme alle comunità locali, ha scelto di trasformare il dolore in un’occasione di vicinanza e di sostegno reciproco. Oggi quella memoria continua a parlare: ricorda che, anche nei momenti più bui, la forza dell’aiuto condiviso può accendere nuove possibilità di vita.